Take the little Cage train

La classe V A della Scuola Elementare Romagnoli
Spazi sonori e Suoni di carte
Il Museo internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna

presentano

Take the little Cage train
performance itinerante sull'opera di J. Cage

L'opera di Cage riletta con gli occhi dei bambini della VA; un percorso en plein air per ricostruire l'avventura del treno e un parallelo percorso in Museo per indagarne la produzione artistica: Il caso, il silenzio, il sonoro allargato e molto altro...


Take The Little Cage Train: un’escursione per treno e bambini

Abbiamo viaggiato: siamo partiti dalle sperimentazioni con registratore, software di audio editing e dadi nell’aula di scuola, verso la “ ricerca del silenzio perduto” in treno, con registratore e pranzo al sacco, dalla stazione di Bologna a quella di Porretta, facendo sosta sul fiume Reno. Il registratore ferma su scheda digitale i suoni già presenti negli ambienti e quelli prodotti dai gesti sonori dei bambini: in tutto 102 tracce, di cui 25 in stazione a Bologna e 77 durante il viaggio. I suoni registrati vengono riascoltati più volte in classe dai bambini, che imparano a conoscerli e a riconoscerli ed annotano pensieri e commenti.

All’ ascolto consapevole segue l’esperienza della composizione aleatoria: definendo una struttura complessiva si può lasciare che il Caso, attraverso l’estrazione di bigliettini da un sacchetto, compia le scelte compositive. Uno schema corrispondente all’orario ferroviario del nostro viaggio da Bologna a Porretta, rigorosamente redatto dai bambini stessi durante il tragitto, diventa la nostra partitura: è di carta di lucido come quella di Fontanamix. Il Caso decide quali suoni debbano rivestirla, e in base alla loro posizione sulla carta decide anche la loro durata, secondo la corrispondenza tra un minuto di viaggio e un secondo di suono.
Ne risultano infine 25 composizioni aleatorie e 4 volontarie.

Nel disporsi ad accettare le scelte del Caso, accanto alla sorpresa e alla fiducia, ben rappresentate dalla frase di una bambina “ Certo che il Caso in questo caso ha scelto proprio bene!”, si sono aperte molte domande: ogni suono ha la stessa possibilità di essere scelto, la stessa pregnanza, lo stesso valore estetico che prescinde dalle preferenze personali o di chi, nel gruppo, ha più facilità a far valere le proprie scelte. Una “discussione filosofica” di non poco conto su cui anche insieme a questi bambini, allenati a pensare, continueremo a riflettere.


Take The Little Cage Train al Museo: l'opera di Cage e la performance

Sul muro vengono proiettate le immagini in bianco e nero di un vecchio programma televisivo americano, ospite John Cage. Il conduttore di I’ve got a secret si fa sussurrare all’orecchio la lista degli “strumenti” per l’imminente esecuzione: una papera di gomma, una vasca da bagno, un bollitore, cubetti di ghiaccio, un piano gran coda… Mentre Cage passa da un oggetto all’altro, il pubblico in studio ride; ride così tanto da coprire la tessitura di Water Walk. Ma Cage non ride; e neanche i bambini, che in silenzio e ad occhi spalancati guardano il muro bevendo ogni particolare della scena. Di Cage sanno già tante cose: sanno del piano preparato, del treno, dei quattro minuti di silenzio…
- Ridevano...
- Ci sarà rimasto male!
- Lui stava suonando, aveva un progetto…
- Da cosa l’hai capito?
- Aveva un cronometro. Sapeva cosa fare e quando…

Questo – a nostro avviso - il più grande regalo di Cage alla pratica didattica: una formidabile esperienza di ascolto e l’apertura ad un concetto di sonoro più ampio del consueto concetto di musicale. Esperienza di fronte alla quale i bambini neanche per un momento hanno messo in dubbio il valore delle operazioni di Cage. Ciò che molto, troppo spesso è stato recepito come pura provocazione di un artista in rottura con la tradizione, per loro ha significato scoprire una musica in cui convivono elementi del quotidiano con un preciso senso della forma, il “rumore bianco” accanto alla poetica del non udibile, la scelta di precisi elementi sonori poi utilizzati su base aleatoria (e viceversa: materiali scelti dal caso e organizzati in una struttura definita).
Così essi stessi hanno ricercato sonorità inedite dentro gli arnesi di cucina e hanno inventato – come cuochi provetti – ricette poliritmiche da gustare con le orecchie. Hanno “truccato” le corde del pianoforte con piccoli oggetti fino al radicale travestimento; accendendo le radio hanno costruito cattedrali di suoni con quello che c’era: vecchie canzoni, discorsi politici, telecronache, ultimi successi, minacce di bombe e messaggi di pace. Hanno chiuso le bocche a aperto il silenzio perché “il suono nasce solo a spese del silenzio”, come ha detto Debussy o, se preferite, “il silenzio mi teme”, come scrive una bambina della classe.

Rimane quel pubblico che ride. Perché non capisce, o perché si stupisce.
E quindi anche noi - insieme ai bambini - ci siamo chiesti come poter dare conto di tanta ricchezza raccolta, perseguita con la tenacia dei cercatori d’oro e scovata per gioco, oppure (e forse è lo stesso) per Caso.
Allora ci è sembrato naturale apparecchiare per il nostro pubblico - il pubblico dei bambini - che forse oggi come ieri rischia di non capire, la stessa esperienza sonora, trascinandolo di stanza in stanza, di stazione in stazione; percorrendo un viaggio che attraversa paesaggi sonori possibili e impossibili, reali, evocati, o solo sognati.
“Udire, come vedere, significa immaginare…”

Il nostro finale è un minuto e trentatré secondi di silenzio. A finestre spalancate.

I bambini della classe 5 A della scuola primaria Romagnoli (Bologna)

Imran Ahmed Nasir
Kushtrim Cermjani
Manuel Antonino De Cara
Jaafar Falah
Blanca Manuel Gal
Carmen Giallombardo
Ramadan Kamberi
Yassin Khattab
Giada Luongo
Alessandro Magro
Paravi Mahabub
Asia Marmorè
Anna Martelli
Jessica Mazzoni
Alessandra Montoro
Manuel Pontrelli
Matilde Predieri
Angelo Thomas Strano
Suada Takovi


Gli insegnanti:

Loredana Agresti
Michele Murgioni
Sandra Paoletti


Le operatrici di Suoni di C/Arte e Spazi Sonori:

Noemi Bermani
Francesca Tidoni


Gli operatori del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica:

Linda Tesauro
Luca Bernard